Olio essenziale di neroli – usi e proprietà

Olio essenziale di neroli – usi e proprietà

Olio essenziale di neroli
(Last Updated On: 16/10/2017)

Da dove viene l’olio essenziale di neroli?

Il neroli è un albero appartenente alla categoria dei sempreverdi, caratterizzato da foglie tendenzialmente lucide di colore verde scuro, dalla geometria ovale e da fiori bianchi dalla profumazione ricca e particolarmente intensa (per certi versi simile a quella del bergamotto). Qualcuno chiama i suoi frutti arance amare, in quanto si presentano simili all’arancia dolce, ma sono leggermente più piccoli e hanno un retrogusto amarognolo. Infatti qualcuno definisce l’olio essenziale di neroli come olio di arancio amaro, vista l’appartenenza della pianta alla famiglia dei cosiddetti citrus, più specificatamente Citrus Aurantium Subs Amara.

Il processo produttivo di estrazione

Ai fini dell’ottenimento dell’olio essenziale di neroli, l’ingrediente principale sono i fiori, i quali devono essere freschi e in quantità, dato che è proprio da essi che si estrae la parte oleosa (rapporto di resa 1:1000, ossia da 1.000 kg di fiori si riesce a distillare 1 litro di olio essenziale).
Il profumo dell’olio essenziale di neroli è dolce, quasi al miele, con dei toni speziati e facilmente percettibili in maniera intensa. Non è propriamente un tipico odore di fiori, ma è qualcosa in più che viene caratterizzato dalla tipicità del processo estrattivo, che in questo caso si svolge per distillazione.
Dalla pianta dell’arancio amaro si estraggono diversi tipi di olio ed è bene chiarire le differenze anche per informare il consumatore su ciò che potrebbe trovare nel mercato, talvolta abbastanza confuso.
– L’olio essenziale di Neroli viene ricavato dai fiori dell’arancio amaro appartenente alla famiglia del Citrus Aurantium Subs Amara mediante distillazione in corrente di vapore.
– L’olio essenziale di Zagara mostra alcune similitudini con quello di neroli in quanto viene ottenuto sempre dallo stesso albero (e quindi dagli stessi fiori), ma tramite un processo differente che contempla la lavorazione a freddo con solvente.
– L’olio essenziale di Petitgrain è l’ultimo che si può ricavare dal medesimo albero ma l’estrazione proviene dalle foglie e non dai fiori.
Sottili differenze che generano tre prodotti tra loro diversi e particolari.

Per la produzione dell’olio di neroli i fiori vengono raccolti manualmente in primavera, tra l’ultima settimana di aprile e la prima di maggio, per poi venire distillati con acqua. Come già accennato precedentemente, il rendimento è molto basso, pari allo 0,1%, nonostante la moderna tecnologia impiegata che prevede l’utilizzo di correnti di vapore per consentire l’ottenimento di una qualità più elevata e pura, dato che viene preservata l’integrità del fiore durante la lavorazione.

La tecnica produttiva non muta a seconda degli utilizzi finali, anche se potrebbe essere che per determinati scopi vi sia qualche ingrediente aggiunto, come ad esempio l’acqua distillata, oppure altre essenze come il bergamotto, l’arancio o il limone, ma erano più che altro tendenze del passato.
Originariamente, appena terminato il processo di distillazione, si presenta giallo paglierino, ma con il trascorrere del tempo e l’azione della luce, tende a trasformarsi in un fluido rosso tendente al violetto.
L’olio essenziale di neroli trova la sua maggior produzione prevalentemente nei paesi del Mediterraneo, tra cui anche l’Italia, che si rivela essere uno dei principali mercati di approvvigionamento materie prime, in cui si sviluppa l’intera filiera produttiva.

Cenni storici dell’olio essenziale di neroli

L’olio essenziale di neroli deve il suo nome alla duchessa Anna Maria in Orsini, moglie di Flavio Orsini conte del feudo di Nerola. La moglie, principessa, lo scoprì in Francia e, innamoratasi della fragranza e del profumo, lo diffuse nella zona del Lazio al fine di profumare i bagni e qualche indumento. Decise di chiamarlo Neroli, prendendo spunto proprio dal feudo di Nerola.
I fiori bianchi da cui si ottiene indicano purezza e, di conseguenza, l’olio essenziale di neroli assume tale simbologia, al punto che alcune gocce venivano cosparse su una speciale corona in tessuto che era offerta alla sposa nel giorno di nozze, richiamando la sua verginità.
Una leggenda narra che qualche goccia di olio essenziale di neroli sia anche presente nella ricetta originaria della Coca Cola, ma, essendo questa segreta, non se ne ha ancora la conferma.

Le proprietà dell’olio essenziale di neroli

Sono molteplici le proprietà dell’olio essenziale di neroli a partire da quelle calmanti, astringenti e rigeneranti. Grazie ad esse viene impiegato in differenti ambiti erboristici, aromatici, trattanti.
Dal punto di vista fisico risulta un valido aiuto per calmare i dolori mestruali, rallentare il battito accelerato e lo stress in generale con quanto da esso deriva, come insonnia e ansia. L’olio essenziale di neroli ha doti calmanti importanti e riconosciute che possono favorire la digestione, curare l’intestino e cancellare la sensazione di nausea. Anche per i massaggi si dimostra un alleato fondamentale grazie alla capacità di agire positivamente sulla muscolatura, distendendola e allentando le tensioni presenti nel corpo.

L’olio essenziale di neroli mostra diverse caratteristiche di natura rigenerante che vengono sfruttate abilmente nella cosmetica, sia come aroma per dare profumo a prodotti di bellezza come creme o maschere di bellezza oppure sieri, sia come ingrediente per agire direttamente sulle cellule. Un unguento al neroli risulta essere di buona efficacia anche sulla pelle quando questa soffre di mancata idratazione: per pelle secca, screpolata, arrossata, invecchiata, un trattamento con l’olio essenziale di neroli si può rivelare un vero e proprio toccasana.
Aiuta inoltre a togliere le infiammazioni, rivelandosi un discreto antinfiammatorio e un buon stimolante del sistema immunitario.

Altre proprietà dell’olio essenziale di neroli sono le seguenti: addolcente, cicatrizzante, tonico, deodorante, antidepressivo.
Il suo profumo e la sua assimilabilità al miele fanno in modo che possa venire utilizzato anche in campo alimentare come aroma naturale nella preparazione di dolci.
In un percorso olistico la presenza dell’olio di neroli aiuta a combattere la tristezza e la depressione, agendo positivamente sul sistema nervoso, calmandolo e rilassandolo.

Gli usi tipici dell’olio di neroli

Svariate proprietà generano parimenti svariati utilizzi.
Una mistura con una decina di gocce di olio essenziale di neroli miscelato con 100 ml di olio puro di mandorle dolci (favorevole al trattamento della pelle), risulta essere l’unguento ideale per un massaggio rilassante. Basta una piccola quantità per consentire un’azione massaggiante fluida e ideale. La parte avanzata va conservata in una piccola bottiglia scura.

L’utilizzo puro viene fatto mediante una frizionatura sulla fronte e sulle tempie per favorire il sonno e per controbattere uno stato di ansietà incontrollabile, oppure aggiungendo qualche goccia all’acqua calda preparata per un bagno o per un pediluvio, respirandone i vapori.
In caso di pelle secca spalmare qualche goccia sulla zona interessata, anche sul viso per distendere la pelle e favorire il rinnovamento cellulare.
Per combattere il mal di pancia è utile un leggero massaggio continuato nella zona del ventre, così come tale pratica si rivela utile per alleviare i dolori mestruali.

Un altro utilizzo tipico richiede l’unzione del proprio fazzoletto con 3-4 gocce: annusando durante la giornata il profumo agrumato rasserena e calma le preoccupazioni.
Sfregato sui polsi con una certa energia, agisce sulla mente e sul cuore.

Le controindicazioni e le attenzioni

L’olio essenziale di neroli non prevede controindicazioni essendo un prodotto totalmente naturale. Molto dipende però dove lo si acquista e soprattutto dal produttore: è facile imbattersi in prodotti diluiti con altri prodotti come ad esempio il limonene, in grado di accentuare l’impressione di agrumazione dell’olio, amplificandone il profumo.
L’olio essenziale di Neroli, se puro e prodotto con metodo tradizionale, viene considerato naturalmente sicuro e ciò mette al riparo da specifiche controindicazioni se vengono rispettati gli usi raccomandati.

Logicamente bisogna prestare attenzione agli utilizzi soprattutto se si ha una ipersensibilità generale dell’epidermide: se spalmato sulla pelle potrebbe generare rossore se ci si sottopone ai raggi solari nelle ore immediatamente successive al trattamento.
Particolare attenzione va posta alla conservazione: è sempre meglio conservare l’olio in un contenitore di vetro (o al massimo potrebbe essere concessa una plastica dura) in un luogo in ombra e non particolarmente caldo.

Prima di effettuare l’acquisto è meglio dare uno sguardo all’etichetta, cercare la zona di produzione e capire se è olio puro al 100%. Un buon indice è anche il prezzo. Visto il processo di lavorazione e la bassa resa ottenibile, l’olio essenziale di neroli si trova sul mercato ad un costo superiore a tanti altri oli.

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