Arnica: proprietà, uso e benefici

Arnica: proprietà, uso e benefici

Fiore di arnica montana
(Last Updated On: 05/02/2018)

L’Arnica montana è una pianta utilizzata tradizionalmente nella medicina naturale per il trattamento di traumi locali, dolori articolari a carico dell’apparato muscolo-scheletrico e processi infettivi di varia natura. Sotto forma di crema o unguento, è uno dei rimedi dolci più impiegati nella medicina sportiva e in traumatologia.

Origini e storia dell’Arnica montana

Le origini di questa pianta si perdono nella notte dei tempi. Ne troviamo alcune citazioni addirittura nei trattati del medico greco Dioscoride, particolare che fa presupporre l’utilizzo della pianta già in epoche preistoriche. Da sempre conosciuta per le sue proprietà antinfiammatorie, era soprattutto utilizzata e apprezzata in Germania. Fu infatti il medico tedesco Theodorus Jacobus von Bergzabern a catalogarla e a darle il nome attuale. L’Arnica, presso alcune popolazioni, è conosciuta anche come erba starnutina, per la sua capacità di indurre starnuti a causa dell’odore forte e penetrante. Le popolazioni montanare erano solite utilizzarla come tabacco da fiuto o per le pipe, tanto da essere chiamata anche tabacco dei poveri.

Descrizione

L’Arnica è una pianta erbacea perenne che cresce al di sopra dei 1000 metri. Originaria delle zone montuose dell’America del Nord, della Russia e dell’Europa, appartiene alla famiglia delle Asteracee, come la camomilla e la calendula. Può arrivare fino a 50 o 60 centimetri di altezza ed è caratterizzata da un fusto semplice o appena ramificato, un rizoma obliquo e da fiori di un giallo acceso. Il frutto è costituito da un achenio scuro che permette la dispersione dei semi con il vento. Il profumo dell’Arnica è dolce e aromatico. Fiorisce da maggio a giugno e l’essiccazione dei fiori avviene rapidamente. Anche se facciamo sempre riferimento all’Arnica montana, occorre precisare che sono state classificate più di trenta specie appartenenti a tale specie.

I principi attivi dell’arnica

Le parti più utilizzate di questa pianta sono il fiore e le radici. I principi attivi più importanti sono una decina. Tra questi ricordiamo:

• elenalina e la diidroelenalina, responsabili dell’azione analgesica e antinfiammatoria dell’Arnica

• carotenoidi, pigmenti vegetali dalle spiccate proprietà antiossidanti

• arnicina, un glicoside ovvero un composto organico simile alla canfora

terpeni

fitosteroli

flavonoidi come, ad esempio, la cumarina

oli essenziali

Queste molecole sono il cuore dell’Arnica montana, dal quale derivano tutte le preziose proprietà tipiche della pianta.

Proprietà terapeutiche dell’arnica

La presenza dei principi attivi elencati sopra rende l’Arnica una pianta estremamente preziosa e utilizzabile in vari campi. Occorre precisare però che l’impiego interno è riservato esclusivamente alla medicina omeopatica in quanto se ingerita in altro modo, a forti dosi, può risultare tossica. L’Arnica è:

antinfiammatoria

analgesica

antinevralgica

antibatterica

La presenza di oli essenziali, costituiti per la maggior parte dal timolo, le regala importanti proprietà fungicida e disinfettanti.

Indicazioni

L’Arnica montana viene utilizzata tradizionalmente in campo traumatologico per il trattamento di distorsioni, slogature, edemi e infiammazioni a carico delle ossa. È ideale per preparare i muscoli all’attività sportiva e combatte le infiammazioni di bocca e gola. In reumatologia è particolarmente indicata per combattere l’artrite, l’artrosi, le tendiniti, dolori muscolari e per alleviare il dolore post-operatorio. La presenza di flavonoidi come la cumarina ne fa una delle piante più utilizzate in flebologia per curare i disturbi delle flebiti, delle vene varicose e in generale per l’insufficienza venosa. I suoi oli essenziali sono ideali per il trattamento di infezioni della pelle, punture di insetti e dermatosi infiammatorie.

Come si usa l’arnica

Le forme solitamente utilizzate di questa pianta sono: creme, unguenti, tinture, impacchi e granuli omeopatici. Se per combattere e diminuire il dolore di lividi, contusioni ed ecchimosi il rimedio più conosciuto è la crema o il gel, la tintura è invece ideale per contrastare le piccole affezioni della pelle. La tintura madre, diluita in acqua o alcool, può essere utilizzata come anche impacco da applicare sugli ematomi.

L’Arnica montana: il rimedio ideale per i piccoli infortuni

Come abbiamo visto, la particolare concentrazione di sostanze come polisaccaridi e flavonoidi fa dell’Arnica montana uno dei rimedi più utilizzati per curare i piccoli infortuni della vita quotidiana. Non esiste borsa di mamma che non contenga almeno un tubetto di crema all’arnica! Questa pianta infatti è conosciuta anche come “erba delle cadute”. Non c’è niente di meglio per curare in modo dolce e naturale i piccoli lividi e le ecchimosi che solitamente i bambini (e non solo loro) si procurano durante i momenti di gioco. Grazie alla presenza degli oli essenziali aiuta la cicatrizzazione, accelerando il processo di rigenerazione epiteliale. L’Arnica riduce il gonfiore tipico di traumi e distorsioni, riattiva il microcircolo cutaneo per il riassorbimento dei lividi e attenua gradualmente ma in modo efficace il processo infiammatorio. Anche gli sportivi, soggetti frequentemente a distorsioni e contratture, possono trovare nell’Arnica un valido alleato. L’unica accortezza che occorre avere al momento dell’acquisto è che sia presente una discreta percentuale di principio attivo pari almeno al 40%.

L’arnica montana e l’artrosi

L’Arnica è universalmente nota come rimedio per i piccoli traumi. Alcuni studi scientifici hanno però dimostrato un suo impiego meno conosciuto ma altrettanto efficace. Nel 2007 è stato infatti riportato sulla rivista specializzata Rheumatology International il risultato di un esperimento molto interessante: l’Arnica svolge un’azione simile a quella dell’ibuprofene. Le persone oggetto dello studio e affette da artrite sono stati divise in due gruppi. A uno è stato somministrato per uso topico dell’ibuprofene, agli altri è stata data l’Arnica. Il risultato, dopo tre mesi, è stato pressoché uguale: diminuzione del dolore e un parziale recupero della mobilità della mano. Questo è senza dubbio un risultato importante soprattutto per chi deve continuamente assumere farmaci antinfiammatori, notoriamente pieni di effetti collaterali. Anche in questo caso, l’Arnica viene utilizzata sotto forma di creme o unguento da spalmare sulle zone interessate più volte al giorno.

Curiosità

L’Arnica è il fiore del calore, dell’ottimismo, dell’allegria spensierata delle giornate estive. Questo significato è rinforzato anche dal particolare comportamento di questo arbusto che sembra svanire nel nulla quando il rigore invernale si affaccia prepotente. In realtà l’Arnica si rifugia sotto la coltre invernale per riposarsi e ripararsi dal freddo eccessivo per poi ricomparire allegra e vitale come non mai quando il sole di maggio riscalda e illumina le alture.

La leggenda dell’arnica

Una splendida e misteriosa leggenda viene tramandata da secoli sull’origine di questa pianta officinale. Gli anziani raccontano che nella notte dei tempi un baldo giovane si innamorò di una bellissima strega dai capelli d’oro. La giovane acconsentì al matrimonio a patto che l’uomo promettesse di non toccarle mai i capelli. Così fu e la coppia visse felice a lungo ed ebbe cinque maschi e una splendida femminuccia. Un giorno il marito, reso alticcio dall’alcool, volle toccare i capelli della moglie. Questa, dopo un grido di dolore, scappò dalla casa, lasciando piccoli petali dorati al suo passaggio. Al mattino gli abitanti del paese trovarono al posto dei petali un magnifico prato di fiori gialli. Era nata l’Arnica, dai capelli di una giovane strega tradita dal suo amore.

Gli effetti collaterali

L’Arnica, se assunta incidentalmente, può provocare sintomi come nausea, vomito, diarrea e tachicardia. Per questo motivo non va somministrata a donne in gravidanza e in allattamento. L’uso interno è possibile soltanto in ambito omeopatico e non fitoterapico e va strettamente concordato con il proprio medico curante. Se applicata nelle dosi e nei modi prescritti la pianta non dà luogo a nessun effetto collaterale per uso topico. Il problema insorge quando si è allergici alle Composite oppure si abusa di questa pianta. In questo caso l’Arnica può provocare reazioni allergiche che si manifestano con prurito, bolle e macchie cutanee. Per questo motivo la pomata va applicata sempre con cautela sulla pelle e deve essere evitato qualsiasi contatto con la pelle affetta da piaghe o ferite aperte.

Interazioni dell’arnica con i medicinali

Non sono note particolari interazioni dell’Arnica con i medicinali.

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