Artemisia: proprietà, uso e benefici

Artemisia: proprietà, uso e benefici

Foglie e boccetto di artemisia
(Last Updated On: 15/02/2018)

Pianta dell’artemisia

L’artemisia è una pianta appartenente alla famiglia delle Asteraceae, originaria della Cina ma coltivata ormai da lungo tempo anche in Europa e in Italia. La sua pianta si presenta come un lungo fusto che arriva fino a 1 metro e mezzo, con foglie lanceolate dalla particolarità cromatica. Esse infatti si presentano verdi e lisce nella parte superiore e bianche e ricciolute nella parte sottostante.​ I fiori sono piccoli, gialli o rossi, mentre i frutti si presentano appuntiti appuntiti.
La coltivazione avviene in luoghi molto umidi ed è per questo che la troviamo spesso in zone del Nord Europa, dell’Asia, del Nord Africa, del Nord America. Il terreno ideale è quello dei fiumi e dei bordi dei campi, in quanto sono continuamente irrorati. La pianta può crescere anche a forti altitudini, parliamo di 1500 metri, però è molto importante che il terreno abbia un pH basico e che sia esposto al sole. Per quanto riguarda la raccolta, vengono tagliati i fiori e le foglie.
Se la pianta ha uno scopo medicinale, si consiglia di raccogliere il tutto a giugno e luglio, ovvero quando i principi attivi sono al massimo.

Cenni storici

Nei tempi antichi, l’artemisia veniva donata alle divinità durante i riti e i sacrifici, il fine era quello di ingraziarsi gli Dei affinché si potesse avere un buon raccolto o come augurio di fertilità. Non stupisce che questa pianta venisse consacrata alla dea Artemide che era proprio la protettrice del parto, oltre ad essere la divinità della caccia. Se volessimo dire con certezza l’origine della pianta dell’artemisia sarebbe impossibile perché è talmente antica che non ci è dato conoscere una documentazione storica in particolare. Sicuramente veniva usata nell’antica Roma, in quanto troviamo delle citazioni negli scritti di Catone e di Apuleio. Questi due autori consigliavano di assumere questa pianta nei lunghi viaggi del pellegrinaggio. Anche nel Medioevo veniva utilizzata per andare ad alleggerire quei piatti molto pesanti come montone e maiale. In America veniva utilizzato nei rituali magici in quanto all’interno dell’Artemisia vi è un composto tossico, il tujone, capace di innescare turbe psichedeliche se usato in sovradosaggio.

Proprietà dell’artemisia

L’artemisia ha diverse proprietà, le più importanti sono:
-Proprietà sedative in quanto va ad agire sul sistema nervoso riuscendo quindi a calmare gli stati d’ansia e agitazione oltre a fornire un miglioramento della stanchezza in generale;
-Proprietà antispasmodiche, perfetta per calmare il dolore persistente del ciclo mestruale, della dismenorrea o delle sindromi premestruali;
-Proprietà espettorante, allevia tosse e catarro e ne stimola la fuoriuscita;
-Proprietà digestive, viene utilizzata per ridurre il gonfiore addominale e supportare la digestione;
-Proprietà antitumorali e antimalariche, il principio attivo è utilizzati nei farmaci antimalarici ed è oggetto di studio dalla ricerca contro il cancro;
-Supporta il sistema immunitario e lo fortifica;
-Regola la pressione sanguigna e risolve leggere ipertensioni;
-Proprietà diuretiche, va ad espellere i liquidi in eccesso attraverso la minzione;
-Proprietà di prevenzione per quel che riguarda la depressione, il diabete, i parassiti intestinali e le infiammazioni.

Benefici dell’artemisia

In campo omeopatico, l’artemisia viene utilizzata per assopire gli stati di epilessia, depressione, nervosismo, insonnia, vomito persistente, mestruazioni dolorose, convulsioni, ciclo mestruale irregolare, in poche parole può essere utilizzato sia da donne che da uomini a seconda del loro disturbo. Risulta essere davvero un’erba preziosa da tenere in casa invece dei soliti medicinali.
I benefici dell’Artemisia sono da imputare in particolar modo all’artemisinina, ovvero un principio attivo particolarmente utilizzato dalla medicina tradizionale cinese per curare la febbre e le patologie gastrointestinali. Questo estratto però è molto efficace anche per combattere la malaria, basti pensare che i farmaci antimalarici contengono questo principio attivo. L’artemisinina va ad essere ad espletare la sua tossicità in special modo contro le cellule tumorali ed è per questo che è tuttora materia di ricerca.

Tisana all’artemisia

Prepararsi una tisana all’Artemisia è semplice, basta acquistare i fiori essiccati della pianta sotto forma di tisana o sfusi. Bisogna portare ad ebollizione l’acqua in un pentolino e lasciare in infusione la bustina di tisana o 5 grammi di artemisia per massimo 5 minuti. Una volta filtrato il liquido si può bere. Il numero massimo di tisane all’artemisia al giorno è di una o due, evitare dosaggi superiori per non incorrere negli effetti collaterali. Il sapore della tisana è vagamente amaro, perciò si può dolcificare aggiungendo un cucchiaino di miele e una spruzzata di limone.

Studi sugli effetti antitumorali dell’artemisia annua

L’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano ha esternato il proprio parere in merito all’artemisia rivelando un interesse in qualità di erba antitumorale. In particolare si riferiva all’Artemisia Annua. L’artemisinina, il principio attivo dell’Artemisia, è in grado di espletare un forte potere tossico nei confronti delle cellule tumorali ed è per questo che è oggetto di ricerca e sperimentazione in vitro. Oltre al artemisinina, anche un altro principio attivo dell’Artemisia è ritenuto interessante dalla ricerca anticancro e parliamo della diidroartemisinina. C’è da dire però che non si è riscontrato un grosso potere antitumorale nei confronti delle cellule tumorali del seno e che gli studi sono praticamente alle prime fasi per cui c’è bisogno di tanto lavoro ancora per capire come utilizzare questo principio attivo e se davvero il suo potere potrebbe cambiarci la vita.

Curiosità sull’artemisia

Quando parliamo di pianta di Artemisia parliamo di circa 200 piante attualmente conosciute. Il nome Artemisia venne dato da Linneo, nel suo famoso scritto. Forse questo nome può essere fatto risalire alla dea della caccia, Artemide, o alla regina Artemisia che si dice essere stata la scopritrice di questa pianta. La massima diffusione si ebbe sotto forma di assenzio nel XIX secolo in Europa, in quest’epoca era molto diffuso l’absintismo ovvero una dipendenza alcolica causato dall’eccessivo tasso di alcol contenuto nell’assenzio che lo portò al veto fino ai nostri giorni​.
In passato l’artemisia veniva usata per sviluppare il proprio potere psichico e innescare lo stato medianico durante i riti magici.

Controindicazioni dell’artemisia

Gli effetti collaterali dell’Artemisia sono diarrea, dolori a livello dell’addome, nausea e vomito. Nei soggetti ipersensibili posso esserci reazioni allergiche come la dermatite; sconsigliato anche nei soggetti con gastrite, ulcere peptiche perché potrebbero peggiorare la loro sintomatologia.​ Stesso discorso per i soggetti con epilessia. Per quanto riguarda le donne in gravidanza il consiglio è quello di evitare per quanto possibile l’utilizzo di artemisia perché potrebbe innescare un potenziale aborto.
A dosi elevate può addirittura danneggiare il sistema nervoso centrale e portare ad un’intossicazione.

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