Artiglio del diavolo: proprietà, uso e benefici

Artiglio del diavolo: proprietà, uso e benefici

Artiglio del diavolo
(Last Updated On: 06/02/2018)

L’artiglio del diavolo, un toccasana contro dolore e infiammazione

L’artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens) è un arbusto rampicante diffuso prevalentemente in alcune zone dell’Africa sub-sahariana. La curiosa denominazione si deve al caratteristico aspetto dei suoi frutti, il cui corpo ovaleggiante è contornato da quattro appendici di forma uncinata: questi “artigli” risultano particolarmente insidiosi sia per gli esseri umani, che possono facilmente calpestarli e ferirsi, sia per i piccoli animali che vi restano intrappolati. A dispetto del dolore che tali escrescenze possono procurare, una parte della radice della stessa pianta è ricca di principi attivi dalle spiccate proprietà analgesiche: questa speciale virtù dell’artiglio del diavolo è conosciuta e utilizzata fin dall’antichità dalle popolazioni locali per alleviare i disturbi del sistema osteoarticolare.

Proprietà dell’artiglio del diavolo

L’estratto della radice di artiglio del diavolo, infatti, contiene alcuni particolari nutrienti in grado di indurre un rapido sollievo dal dolore e di ridurre progressivamente lo stato infiammatorio, ripristinando allo stesso tempo la normale funzionalità motoria. Alle proprietà antidolorifiche e antipiretiche, l’artiglio del diavolo associa altri benefici effetti che interessano l’apparato respiratorio, il metabolismo, il sistema cardiocircolatorio, il fegato e le funzioni digestive.

Artiglio del diavolo in pomata, crema o estratto secco

La capacità dell’artiglio del diavolo di lenire il dolore contrastando al tempo stesso lo stato infiammatorio si deve alle particolari proprietà dei principi attivi contenuti nella sua radice. Questa parte della pianta, infatti, è ricchissima di glucosidi e triterpeni, sostanze organiche in grado di esercitare un’efficacia antiflogistica e antipiretica particolarmente incisiva. All’attività di queste componenti si associa nell’artiglio del diavolo una notevole presenza di fitosteroli, che conferisce alla pianta uno spiccato potere metabolico e ipocolesterolizzante. Grazie a questo prezioso apporto, la radice di artiglio del diavolo aiuta a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo, espletando un’azione protettiva sul sistema cardiovascolare e aiutando a prevenire obesità e diabete. Un elevato tenore di sostanze polifenoliche e in particolare di flavonoidi rinforza i capillari ed esercita un potente effetto antiossidante che difende l’integrità e la giovinezza delle cellule dagli attacchi dei radicali liberi. I flavonoidi, inoltre, influiscono positivamente sul sistema immunitario contribuendo alla prevenzione di numerose malattie. Fin dai tempi più antichi, le qualità antipiretiche ed espettoranti dell’artiglio del diavolo sono state utilizzate per trattare gli stati febbrili e curare raffreddori, influenze ed altre affezioni dell’apparato respiratorio. Ma il campo d’applicazione in cui l’artiglio del diavolo offre i migliori benefici è senza dubbio il sistema osteoarticolare. Per la sua capacità di ridurre localmente l’infiammazione e il dolore, l’estratto o la pomata di artiglio del diavolo  ha dimostrato una spiccata efficacia nella cura delle infiammazioni che interessano le ossa, i nervi, i muscoli e le articolazioni, quali l’artrosi cervicale, l’artrite reumatoide, le tendiniti, il mal di schiena, l’emicrania, la sciatalgia, gli strappi muscolari, il torcicollo e le contusioni. Oltre a lenire lo stato doloroso e calmare l’infiammazione, la sua azione combatte edemi e gonfiori favorendo il miglioramento della funzionalità articolare. Nell’artiglio del diavolo sono state apprezzate qualità stimolanti nei confronti dei succhi gastrici e della bile: per questo, l’estratto secco viene impiegato anche per ottimizzare i processi digestivi e come ipouricemizzante nel trattamento della gotta.

Come utilizzare o l’artiglio del diavolo in pomata, estratto secco o tintura madre

L’artiglio del diavolo trova impiego in un’ampia varietà di fitopreparati che prevedono somministrazioni differenti. Il principio attivo può essere assunto sotto forma di estratto secco in capsule, pomate o creme, tintura madre, infusi e decotti; il dosaggio raccomandato, solitamente, si aggira intorno ai 600 mg quotidiani nel caso dell’estratto secco, mentre per la tintura madre la quantità è di circa 30-50 gocce al giorno. L’infuso può essere facilmente preparato a casa ponendo in infusione un cucchiaio di radici in acqua calda per almeno mezz’ora; trascorso questo tempo, la bevanda può essere filtrata ed eventualmente dolcificata prima di essere servita. Il decotto, invece, si ottiene facendo bollire due cucchiai di radici in acqua per una ventina di minuti; la bevanda va poi filtrata e dolcificata a piacere. Per uso esterno, l’artiglio del diavolo è reperibile in gel e pomate da applicare localmente più volte al giorno secondo necessità. I primi effetti si avvertono dopo circa una settimana.

Artiglio del diavolo: controindicazioni

Nonostante si tratti di un rimedio naturale, esistono casi in cui l’artiglio del diavolo può causare effetti indesiderati: il suo utilizzo, quindi, deve essere considerato sempre molto attentamente, soprattutto in presenza di patologie croniche, trattamenti farmacologici e situazioni particolari.

Artiglio del diavolo in gravidanza

In gravidanza, ad esempio, l’artiglio del diavolo può provocare complicazioni anche gravi a causa della sua capacità di stimolare le contrazioni dell’utero. Per la sua azione ipoglicemizzante, questa pianta è sconsigliata a chi assume farmaci per il trattamento del diabete; la sua assunzione è da evitare anche in caso di terapie con anticoagulanti, in quanto potrebbe provocare sanguinamenti e impedire la cicatrizzazione delle ferite.

Artiglio del diavolo: interazioni con i farmaci

Molto comuni sono le interazioni con i farmaci anti-infiammatori, dei quali la pianta aumenterebbe considerevolmente l’effetto causando squilibri di vario tipo. L’artiglio del diavolo aumenta la produzione dei succhi gastrici e della bile: questa particolarità è un toccasana per la digestione, ma allo stesso tempo lo rende dannoso in caso di gastrite, ulcera gastrica o duodenale e sensibilità intestinale. Le reazioni più frequenti nei soggetti predisposti sono nausea, crampi addominali e diarrea. I gel e le pomate possono intaccare le pelli più delicate o non integre, causando allergie, arrossamenti e irritazioni: è quindi importante evitarne l’applicazione in caso di cute lesa o eccessivamente sensibile.

Dove si trova l’artiglio del diavolo

Allo stato naturale, l’artiglio del diavolo è un rampicante che cresce spontaneo nella savana e nelle regioni meridionali del continente africano: particolarmente diffuso in Namibia, nel Botswana, in Madagascar e nel deserto del Kalahari, viene utilizzato da secoli dai nativi locali per alleviare i dolori articolari e combattere gli stati febbrili. Resistente e di facile cura, questa pianta può essere coltivata anche in vaso o in giardino: gli unici accorgimenti che richiede sono un terreno secco e ben drenato e un’adeguata protezione dal gelo. In commercio, il principio attivo è disponibile sotto forma di vari fitopreparati, tutti facilmente reperibili in erboristeria, farmacia o negozi on line: dalle radici essiccate per infusi e decotti all’estratto secco in capsule, dalla tintura madre alle pomate. A seconda delle esigenze è possibile scegliere tra le formule a base di solo artiglio del diavolo e gli integratori nei quali i suoi effetti vengono potenziati dall’associazione con altre piante officinali quali la boswellia africana, la curcuma, il frassino e il salice bianco.

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