Bergamotto: proprietà, uso e benefici

Bergamotto: proprietà, uso e benefici

Frutto di bergamotto
(Last Updated On: 05/02/2018)

Caratteristiche botaniche del bergamotto

Dal turco “pero del principe”, il bergamotto è il noto agrume della pianta arborea sempreverde Citrus bergamia, della famiglia delle Rutaceae. Si tratta di un albero di modesto vigore, di massimo quattro metri di altezza, con piccoli e numerosi fiori bianchi dai cinque sepali profumatissimi, foglie lucide e frutti aspri dalla buccia giallo-verde, simili nelle dimensioni alle arance comuni. La sua fioritura avviene immediatamente prima della stagione primaverile, mentre la fruttificazione dal mese di ottobre al mese di marzo. Le varietà di bergamotto coltivate sono tre: Femminello, a rami esili e frutti sferici lisci, Fantastico e Castagnaro, dai frutti meno tondi e piuttosto rugosi.

Habitat e produzione

La principale zona di produzione di questa pianta (90% della produzione totale), e del suo olio essenziale, è nella provincia di Reggio Calabria, prevalentemente nelle zone costiere e collinari che godono di buona insolazione e irrigazione (Roccella Jonica, Gioiosa Ionica, Brancaleone, Bruzzano Zeffirio, Basso Ionio-Reggino, Bova, Melito Porto Salvo…). La restante percentuale arriva dal Brasile, dall’Argentina e dalla Costa d’Avorio. In parte, la produzione mondiale di essenza di bergamotto risente della concorrenza dei prodotti di sintesi, realizzati nei laboratori chimici. I derivati del bergamotto (essenza odorosa, agro e neroli), ottenuti dai frutti acerbi, dai frutti maturi, dai fiori, dalle foglie e dai rametti provenienti dalle potature, vengono impiegati nell’industria dei profumi, in quella farmaceutica, alimentare e dolciaria, nella realizzazione dei saponi e nella distilleria.

I benefici del bergamotto

Studi sempre più recenti, ad opera dell’Università della Calabria, degli atenei di Parma, Messina, Tor Vergata e Magna Grecia, confermano le innumerevoli proprietà terapeutiche del succo di questo frutto endemico della terra di Calabria, e del suo olio essenziale, già DOP dal 2011. I benefici sulla salute derivano dalla sua composizione chimica, dalla presenza di aminoacidi, sali minerali, vitamina C, e soprattutto dall’alta concentrazione di polifenoli flavonoidi. Queste sostanze naturali svolgono numerose azioni biologiche. Principalmente fungono da potenti antiossidanti, indispensabili nella lotta ai radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare, dello stress ossidativo e dell’insorgenza di patologie metaboliche e cronico degenerative.

Proprietà terapeutiche del bergamotto

Oltre a contrastare l’azione dannosa dei radicali liberi, i flavonoidi del bergamotto possiedono proprietà antinfiammatorie e vasoprotettive, ipolipemizzanti ed ipoglicemizzanti, energizzanti e tonificanti. In particolare, i derivati di due flavonoidi contenuti nel succo puro (esperetina e naringenina), possedendo una struttura simile all’enzima coinvolto nella sintesi del colesterolo, lo inibiscono. Ne deriva che la spremuta di bergamotto può considerarsi come medicina del cuore, capace di combattere il colesterolo cattivo, e di ridurre i livelli di quello totale. La stessa azione svolta dalle statine, i più potenti farmaci contro l’LDL, ma senza effetti collaterali. Il limonene e l’alfa-pinene del bergamotto, inoltre, stimolano le secrezioni ormonali con effetti benefici sull’apparato gastrointestinale e sulla digestione. Notevole anche il potere antibatterico e antipiretico dell’agrume, dovuto alle 360 sostanze medicamentose, riconosciute dalla farmacopea mondiale, contenute nella buccia di questo prezioso frutto.

Gli usi in cucina del bergamotto

Il sapore del bergamotto non è particolarmente gradevole al palato, in quanto risulta amaro. Questa caratteristica non lo fa prediligere come frutto di fine pasto, piuttosto sotto forma di succo e spremute, unitamente ad altri frutti, e per insaporire bevande calde come tè e tisane. Ovviamente, come tutti gli agrumi, può essere utilizzato in cucina per la preparazione di dolci tradizionali e piatti gourmet, per la realizzazione di marmellate, gelati e canditi made in home, di cocktail freschi e condimenti aciduli per secondi piatti e contorni. Con le sue scorze, macerate nell’alcool, è possibile realizzare un ottimo distillato. Un liquore ideale come elisir digestivo, ma anche per sfumare carni e pesce, in grado di conferire al piatto un tocco di classe.

L’olio essenziale in fitoterapia

In aromaterapia e fitoterapia trova il suo impiego l’olio essenziale di bergamotto, estratto a freddo dalla corteccia dei frutti maturi, ricca di otricoli. Le gocce di olio essenziale possono essere usate per alleviare i sintomi di stress e depressione, fra cui l’insonnia ed il nervosismo. Impiegate nell’acqua del suffumigio, aiutano a liberare le vie respiratorie. Utile come analgesico contro il dolore, l’essenza di bergamotto è ottima come disinfettante. L’essenza, visto l’elevato potere antisettico, è molto usata in ambito medico, ginecologico e odontoiatrico. Può essere utilizzata nei trattamenti per cute e capelli, come cicatrizzante nel trattamento di piccole ferite, come vermifugo naturale, e contro l’onicomicosi. Essendo molto profumata, può risultare rimedio efficace contro l’alitosi. Le uniche controindicazioni riguardano le furocumarine, sostanze fototossiche, per cui è sconsigliata l’applicazione sulla pelle durante l’esposizione solare.

Origine e diffusione del bergamotto

Sull’origine del nome e sulla genesi della pianta del bergamotto sono state addotte numerose tesi, nonché leggende. Si pensa che l’albero derivi da un incrocio fra limetta acida e arancio amaro, e che probabilmente sia una specie di origine cinese (Risso). Di certo sappiamo che il primo albero di bergamotto è stato impiantato a Reggio Calabria, dove il frutto viene denominato “oro verde”. Al primo impianto, risalente al XVIII secolo, seguì una notevole diffusione della coltura, che oggi interessa più di 3000 ettari di superficie, localizzati lungo il litorale ionico della provincia reggina. La pianta, infatti, attecchisce solo in determinate zone calabresi. Nonostante siano stati effettuati tentativi di coltivazione nelle già citate parti del mondo, la resa del bergamotto di Calabria è la migliore, in termini di quantità e qualità. Lo sviluppo della coltivazione industriale del frutto, invece, è legato all’invenzione, da parte di un emigrante italiano in Germania, dell’Acqua di Colonia. Tale Gian Maria Farina avviò nell’omonima città renana, nel 1680, la produzione della famosissima Acqua di Colonia, a base di bergamotto. Da allora, la produzione di essenza di bergamotto alimenta l’industria profumiera di tutto il mondo.

Curiosità sul bergamotto

In profumeria, l’olio essenziale di questo frutto serve per armonizzare le essenze contenute nell’acqua di colonia e nell’Eau de Toilette, per fissarne il bouquet aromatico ed esaltare le note di freschezza. In campo gastronomico, il primo utilizzo del frutto risale al XVI secolo, quando fu presentato sotto forma di confetti canditi. A metà e fine Settecento risalgono i primi dolci francesi a base di bergamotto, come le famose madeleine, e les bonbons tipiche della città di Nancy. Si tratta di caramelle a base di zucchero cotto e olio essenziale di bergamotto, preparate sul fuoco e tagliate artigianalmente. Non tutti sanno che il famoso tè inglese Early Grey è realizzato con una miscela di tè nero e bergamotto.

Dove trovare il bergamotto

Il bergamotto, sotto forma di succo, preparazioni alimentari e olio essenziale, è reperibile nei migliori supermercati, nei negozi di prodotti tipici, in tutte le erboristerie e farmacie ben fornite. Il frutto può essere acquistato direttamente dai rivenditori e dai siti specializzati. Tutti i suoi derivati hanno un costo abbastanza elevato, vista la ricercatezza del prodotto, il procedimento di pelatura, a mano e in maniera meccanica, ed estrazione dell’olio essenziale. Basti pensare che per ottenere 1 kg di essenza occorrono ben 200 kg di frutti.

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