Cardo Mariano: proprietà, uso e benefici

Cardo Mariano: proprietà, uso e benefici

Piante fiorite e semi di cardo mariano
(Last Updated On: 05/02/2018)

Il Cardo Mariano è “una pianta erbacea biennale” alta circa un metro che cresce spontaneamente nella macchia mediterranea.
Il suo nome botanico è Silybum marianum ed appartiene alla famiglia delle Asteraceae.
Il fusto, eretto e robusto, è formato da svariate ramificazioni; le foglie verdi presentano, in corrispondenza delle terminazioni, aculei gialli e sono screziate di bianco lungo le nervature.
I fiori hanno una colorazione tra il rosa intenso ed il viola e il loro periodo di fioritura va da Maggio ad Agosto.

Le tante leggende sul cardo mariano

Esistono diverse leggende che vedono come protagonista il Cardo Mariano.
Una di queste narra che le piante di cardo avrebbero offerto rifugio e protezione alla Sacra Famiglia che inseguita, dalle truppe di Erode, stava fuggendo in Egitto.
Le chiazze bianche sulle foglie rappresenterebbero le gocce di latte cadute dal seno della Vergine Maria mentre allattava Gesù.
Un’altra leggenda vuole che questa pianta sia nata per esprimere il dolore della Terra per la morte del pastore siciliano Dafni: le spine dimostrerebbero la sofferenza provata, mentre le macchie bianche testimonierebbero le lacrime versate.
In Germania si racconta che in un territorio, teatro di un brutale eccidio, sarebbe nato quotidianamente, a mezzogiorno, un cardo.
Un pastore, di passaggio in quei luoghi, avrebbe appoggiato il proprio bastone al suolo; questo si sarebbe incendiato mentre l’uomo avrebbe perso l’uso di un braccio.
Vi è, infine, una credenza secondo la quale questa pianta potrebbe farci capire se la persona che ci sta accanto è realmente innamorata di noi: alla vigilia di San Giovanni si brucia leggermente un Cardo Mariano fiorito e lo si mette in un bicchiere d’acqua; se il mattino successivo il fiore ha ripreso colore, allora, significa che siamo amati.

Come veniva utilizzato il cardo mariano

Il medico e botanico greco Dioscoride Pedanio suggeriva di trattare i morsi dei serpenti con il Cardo Mariano; altri gli attribuivano, invece, proprietà epatoprotettive.
Nel I secolo il suo succo veniva impiegato per “espellere la bile”; nel 1600 era usato per combattere l’ittero, sintomo di una patologia epatica.
Durante il 1800 si somministrava per curare i disturbi a carico di fegato e reni, le varici e la sintomatologia correlata al ciclo mestruale.

Le proprietà del cardo mariano

Questa pianta è un vero e proprio concentrato di salute per l’organismo.
L’elenco delle sue proprietà è molto lungo: rinforza le pareti dei capillari, svolge un’azione antiossidante, favorisce la montata lattea nelle neomamme, è un ottimo alleato per il benessere del fegato, allevia i sintomi correlati alle mestruazioni, svolge un eccellente azione diuretica, è un antipiretico, combatte i crampi muscolari, si impiega per curare le emorroidi e la pleurite, svolge una leggera funzione lassativa, è un valido aiuto per innalzare la pressione nei soggetti ipotesi e contrasta la proliferazione di alcuni tipi di cellule tumorali.

SILYBUM MARIANUM: Un vero e proprio toccasana per il fegato

Nel 1968 un gruppo di ricercatori tedeschi ha estratto, dai semi del Cardo Mariano, la silimarina che è formata da: silibina, silidianina e silicristina ed è fonte di diversi benefici per il fegato.
É protetto da tutto ciò che per lui si rivela pericoloso, come l’alcool e le tossine, grazie alle modifiche che la silimarina apporta alle membrane cellulari degli epatociti, che innalzano una sorta di barriera all’ingresso di queste sostanze nocive.
La silimarina è, inoltre, un ottimo antiossidante e favorisce la riparazione delle cellule del fegato.
Il Silybum marianum è utilizzato nel trattamento della cirrosi, dell’epatite e dell’avvelenamento da funghi dove viene impiegato come antidoto.
Questo rimedio naturale regolarizza, nei primi due casi, come dimostrato da diversi studi la funzionalità epatica.
L’ingestione del fungo amanita può rivelarsi molto pericolosa se non si interviene tempestivamente: abitualmente si somministra una terapia a base di carboni attivi, ma il tasso di mortalità sfiora comunque il 40%.
Le probabilità di sopravvivenza aumentano, invece, con l’impiego del principio attivo isolato nel cardo: esso impedisce l’ingresso delle sostanze tossiche, presenti nel fungo, nelle cellule epatiche.
Il danno a carico dell’organo può, infine, scaturire dall’assunzione, protratta nel tempo, di farmaci specifici: la silimarina, contenuta nel Silybum marianum, previene l’insorgenza di potenziali disturbi.
La tisana a base di Cardo Mariano è un ottimo rimedio, semplice da preparare, che dona diversi benefici al fegato.
Servono due cucchiaini di semi a cui vanno aggiunti 150 ml di acqua calda; si lascia riposare il tutto per 15 minuti e si filtra.
In alternativa si può impiegare la pianta essiccata.
Si consiglia di berne una tazza, 30 minuti prima dei tre pasti principali, per tre settimane.

L’uso del cardo mariano in cosmetica

Il Cardo Mariano viene, inoltre, utilizzato per realizzare diverse creme viso ed oli che sono particolarmente apprezzati in ambito cosmetico.
Questi prodotti sono un ottimo cocktail di vitamina E, C e flavonoidi.
La vitamina E, penetrando in profondità, nutre ed idrata la pelle secca; la vitamina C disinfetta e combatte l’acne; i flavonoidi, grazie alla loro azione antiossidante, contrastano l’insorgenza dei primi segni del tempo sulla cute.
L’angiogenina, in particolare, protegge i capillari favorendo il microcircolo. La rottura di questi piccoli vasi è, infatti, responsabile dell’insorgenza delle antiestetiche occhiaie scure sotto gli occhi.

Controindicazioni ed effetti collaterali

Prima di iniziare un qualsiasi trattamento a base di Cardo Mariano è preferibile discuterne con il proprio medico curante; questo vale soprattutto nel caso in cui il soggetto si stia sottoponendo a cure farmacologiche.
Il cardo potrebbe, infatti, alterare il meccanismo d’azione dei farmaci.
É controindicato per tutti coloro che soffrono di calcoli biliari, al fegato o alla cistifellea.
Le persone ipertese devono evitarlo perchè contiene la tiramina, una sostanza che può causare un aumento dei valori pressori.
É, inoltre, necessario prestare attenzione ai dosaggi con cui si assumono i preparati a base di questa pianta: eventuali abusi possono, infatti, causare la comparsa di effetti collaterali quali, per esempio, cefalea e disturbi a carico dell’apparato gastrointestinale.

Dove acquistare il cardo mariano

Il Cardo Mariano può essere acquistato nelle erboristerie, nelle farmacie, nei negozi che trattano prodotti bio e online sui siti di e-commerce dedicati alla salute e al benessere.
Questo rimedio può essere assunto sotto forma di compresse, polvere e tintura madre.
Solitamente si prediligono le tavolette, ma l’ideale sarebbe preparare un infuso o un decotto.

Il cardo mariano in cucina

Lo sapevate che il sapore del Cardo Mariano ricorda quello dei carciofi?
Ebbene è proprio così e vi basterà assaggiarlo per rendervene conto.
I fusti, pelati fino al cuore, sono la parte più dolce e tenera e vengono impiegati per preparare minestre ed insalate miste, ma possono anche essere gustati accompagnati dalla sola maionese.
Il periodo migliore per assaporare le foglie è l’inverno: dopo l’eliminazione delle spine è possibile consumarle crude o cotte.
Lessate sono un ottimo ingrediente per cucinare i ravioli con ripieno a base di Cardo Mariano e formaggio.
Le donne in stato interessante dovranno, invece, rimandare la degustazione a dopo la nascita del loro bambino: pare, infatti, che il cardo possa acuire le tanto fastidiose nausee.

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