Cranberry: proprietà, uso e benefici

Cranberry: proprietà, uso e benefici

Bicchiere con succo e bacche di cranberry
(Last Updated On: 05/02/2018)

Pianta del cranberry

Il cranberry (ossicocco americano o vaccinium macrocarpon) è una pianta sempreverde appartiene alla famiglia delle Ericacee.
Originaria dell’America, oggi viene coltivata solamente in New Jersey, Massachusetts, Winsconsin, Oregon, Washington, Canada e Cile.
La pianta predilige terreni sabbiosi, acidi, riccamente irrigati e resiste bene anche a climi rigidi. La raccolta avviene nel periodo estivo-autunnale e dura da maggio a ottobre. Lo spettacolo che si presenta agli occhi dei raccoglitore è di una bellezza estrema in quanto la pianta si colora di frutti piccoli e rotondi, di un rosso vivo e lucido che incanta.
Il frutto del cranberry è conosciuto anche con il nome di mirtillo rosso americano ma è molto diverso dal classico mirtillo rosso conosciuto in Europa, derivante dalla stessa famiglia ma di un genere diverso.
Il frutto del cranberry è tipicamente acido con un piccolo retrogusto dolce, l’industria utilizza l’intero frutto, schiacciato interamente o in parte. Alle volte viene aggiunto della mela acerba per aumentare la pectina, addensante naturale.
Il cranberry può essere anche coltivato in casa, a patto che sia messo in una zona soleggiata e venga irrigato molto frequentemente.
La maggioranza dei frutti del cranberry vengono utilizzati dall’industria alimentare per la produzione di succhi e preparati surgelati, solo il 12% viene consumato fresco.

Storia del cranberry

Le origini del cranberry non sono documentate ma sappiamo che già i Nativi Indiani d’America utilizzavano questa pianta per scopi medicinali. Gli Indiani lo utilizzavano fresco nelle stagioni calde o essiccato in inverno ma non solo. La tribù indiana dei Delaware utilizzava le bacche del mirtillo per dipingere i propri corpi e i tappeti di un colore rosso vivo. Per questa tribù il cranberry era segno di pace. Furono poi i Padri Pellegrini a diffondere l’uso della pianta nella civiltà americana​.
Proprietà del cranberry
Le proprietà del cranberry sono:

Proprietà antiossidanti, in grado di depurare il corpo dai radicali liberi;
-Proprietà antinfiammatorie;
-Proprietà disinfettanti;
-Proprietà antimicrobiche;
Proprietà protettive a livello di fegato, cuore e occhi;
-Proprietà rifocillanti, grazie alla vitamina C;
Ricco di calcio, rappresenta un valido alleato contro l’osteoporosi.

Benefici del cranberry

A livello gastrico, il cranberry va a combattere le infezioni localizzate e croniche dovute all’Helicobacter Pylori. Altri lo utilizzano a livello orale, come sorta di colluttorio, per migliorare la flora batterica periodontale e impedire la formazione di placca dentale.
Ma l’utilizzo antisettico più conosciuto è sicuramente quello a livello urinario riuscendo a migliorare l’odore delle urine e a esplicare un’azione antibatterica locale. La sua azione protettrice è importantè anche per gli occhi visto che migliora la visione notturna e stimola la rigenerazione della rodopsina, un pigmento contenuto all’interno della retina, assolutamente necessaria per vedere in luoghi bui. Senza contare che il cranberry va a rafforzare la fragilità dei vasi sanguigni dell’occhio.​
La pianta è utilizzata anche per trattare i disturbi della circolazione sanguigna e di fragilità capillare degli altri organi.
Utile anche nel trattamento della diarrea, in quanto i principi attivi del cranberry vanno ad impedire la proliferazione batterica a livello intestinale.​

Curiosità

In America e in Canada, il cranberry diventa un’usanza da mangiare durante le festività invernali, in particolar modo durante la festa del Ringraziamento.
Il nome inglese del cranberry è crowberry, inteso letteralmente come “bacca delle vacche” perché questi animali, è i bovini in generale, ne vanno altamente ghiotti.

Controindicazioni

Sono pochi gli effetti collaterali, come tutti i frutti sono rari i casi di intolleranza e allergia. Il generale, è sconsigliato il suo utilizzo in quei soggetti che soffrono di gastrite atrofica e alcolosi renale. Le donne in gravidanza e in allattamento possono tranquillamente berlo ma bisogna porre attenzione a non eccedere con la dose.
Il sovradosaggio è la condizione in cui si esplicano più effetti collaterali. La dose consigliata occasionale è di 2 litri al giorno per non insorgere in problemi a livello gastrico e diarrea. Utilizzato quotidianamente invece è bene scendere al di sotto del litro, in quanto può aumentare il rischio di calcoli renali e formazione di acido urico. Anche chi soffre di diabete dovrebbe evitare di utilizzare il succo in quanto è parecchio dolcificato, eccezione fatta per i succhi senza zucchero. Il succo di cranberry potrebbe potenziare o inibire alcuni farmaci per questo chi è sottoposto a terapie farmacologiche con inibitori della pompa protonica, Warfarin o altri farmaci è meglio che contatti il proprio medico curante per un consiglio​.

Tisana al cranberry

Chi soffre di cistiti frequenti sa quanto sia fastidio questo disturbo. Molto spesso non bastano creme e cure farmacologiche, la cistite si riprensenterà precisa dopo un periodo di tempo. Alcune donne hanno riscontrato benefici dopo aver bevuto la tisana costantemente, in associazione con antibiotico o da sola.
Il necessario è dell’acqua calda e una tisana al cranberry già pronta o i frutti essiccati sfusi.
Questi ultimi possono essere acquistati in qualsiasi erboristeria. Per preparare la tisana al cranberry basta far bollire un pentolino d’acqua, corrispondente a circa una tazza e lasciare in infusione un cucchiaino di fiori di cranberry secchi per almeno 10 minuti. Basterà poi filtrare e bere la tisana calda senza zucchero. Il consiglio è quello di consumare la tisana circa 2-3 volte al giorno e lontano dai pasti. L’ideale sarebbe a colazione, al pomeriggio e prima di andare a dormire. L’infuso di Cranberry acidifica l’urina, creando un ambiente a pH acido molto sgradevole ai batteri responsabili delle infezioni. Per aggiungere un effetto diuretico è possibile lasciare in infusione anche delle foglie di betulla, pilosella o qualsiasi altra erba officinale diuretica così da diminuire la cellulite, eliminare i liquidi in eccesso e migliorare la silhouette.

Cranberry contro la cistite?

Perché il cranberry è così risolutivo nei confronti della cistite? Ciò è dovuto al fatto che le proantocianidine contenute all’interno del cranberry vanno a interferire sulla capacità di aggancio delle cellule della mucosa vaginale, particolare fondamentale per la proliferazione batterica da parte dell’ Escherichia coli.
Questa non è solo una favola popolare ma sono state compiute vere e proprie ricerche scientifiche al riguardo.
Basti pensare che su 15 studi con questo tema, il risultato è che 11 studi asserivano quanto il mirtillo fosse superiore al placebo nel trattamento delle infezioni vescicali e che circa il 60% delle donne con cistiti frequenti abbiano rivelato che non solo si sentivano meglio ma che non soffrivano più alcuna infezione a distanza di 6 mesi dal trattamento. Lo stesso discorso vale anche nei casi di pazienti minori e anziani portatori di catetere urinario.

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