Ginkgo Biloba: proprietà, uso e benefici

Ginkgo Biloba: proprietà, uso e benefici

Foglie fresche di Gingko biloba in un mortaio
(Last Updated On: 12/02/2018)

Il Ginkgo biloba è un albero di origine asiatica, ormai ben diffuso anche in Italia. In particolare si tratta di un vero e proprio fossile vivente, in quanto questi alberi sembra non abbia subito alcun tipo di mutazione sin dal periodo Permiano, circa 250 milioni di anni fa. Ancora oggi sono visibili alcuni fossili di foglie di Ginkgo originarie di quel periodo antichissimo. La specie Ginkgo biloba è l’unica del suo genere ed è originaria della Cina. In Italia viene utilizzato come albero ornamentale, in parchi e giardini e anche nell’alberatura stradale, in quanto è molto resistente alle intemperie e allo smog. Gli alberi di ginkgo biloba sono maestosi e possono raggiungere i 20 metri di altezza, formando una particolare chioma a fiamma, non eccessivamente ampia.

Le proprietà del ginkgo biloba

Le proprietà del ginkgo biloba derivano dalla presenza di alcuni principi attivi nelle foglie della pianta. Queste foglie non sono utilizzate nella farmacopea tradizionale del Paese di origine dell’albero, ma derivano da alcuni studi clinici contemporanei, che hanno evidenziato la validità dell’uso delle sostanze contenute per la cura di alcune malattie molto diffuse. In particolare le foglie di Ginkgo contengono alcuni flavonoidi e delle sostanze dette gingkolidi, che possiedono un’elevata azione antinfiammatoria e antiossidante. Il consumo delle foglie ridotte in polvere, o meglio delle sostanze da esse estratte, permette di migliorare diverse problematiche correlate alla diffusione dei radicali liberi nell’organismo e di alleviare problematiche di tipo infiammatorio.

I benefici dovuti al consumo di ginkgo biloba

Alcuni studi hanno permesso di dimostrare come questa pianta possa essere utilizzata con successo nei casi di vertigini e di acufeni, anche di grave entità. L’uso dei ginkgo permette di diminuire il numero delle crisi di vertigine, ma anche di ridurne la gravità e la durata. Oltre a questo le foglie di ginkgo inibiscono l’attività delle molecole responsabili dello sviluppo di patologie di tipo infiammatorio; il medesimo processo permette di preservare la permeabilità dei vasi sanguigni, stimolando una corretta circolazione sanguigna, anche per quanto riguarda il microcircolo. La presenza di sostanze antiossidanti consente l’uso del ginkgo biloba anche per combattere l’invecchiamento e permette di ridurre la produzione di radicali liberi da parte del fegato. Queste sostanze sono state utilizzate anche per migliorare la tollerabilità di alcuni farmaci chemioterapici usati per la cura del tumore del colon retto, diminuendone gli effetti collaterali indesiderati. Alcune ricerche hanno comprovato che l’utilizzo dei principi attivi contenuti nel ginkgo biloba possono essere utilizzati con successo nella cura della schizofrenia e nel miglioramento della memoria delle persone anziane. Alcuni studiosi ipotizzano che questa pianta possa essere usata anche per la prevenzione di alcune malattie degenerative della corteccia cerebrale. Spesso il ginkgo viene indicato come pianta dell’eterna giovinezza, in quanto tutte le sue azioni insieme permettono di alleviare in parte i danni che il nostro organismo subisce a causa dell’invecchiamento.

Come si usa il Ginkgo

Ad oggi l’utilizzo del ginkgo biloba avviene come farmaco: le sostanze contenute nelle foglie sono estratte e purificate, per dare vita a compresse da utilizzare secondo specifici protocolli di cura, o anche sperimentali. Si può utilizzare il ginkgo anche come integratore alimentare, per limitare la diffusione dei radicali liberi, come antinfiammatorio e per limitare lo stato ossidativo dei radicali liberi. Per questo scopo si può assumere anche un’infusione di foglie di ginkgo, da lasciare in acqua calda per almeno 10 minuti prima di filtrare la bevanda. In naturopatia si utilizza anche la tintura madre di ginkgo, estratta direttamente dalle foglie. Vista l’elevata concentrazione dei principi attivi in tale forma è importante assumerla con parsimonia, evitando di superare le 30-40 gocce al giorno. Il ginkgo ha dimostrato di essere un ottimo rimedio per la cura delle vene varicose e per migliorare la circolazione. Per approfittare di questa proprietà si può utilizzare come integratore alimentare, tramite capsule contenenti le’stratto secco delle foglie, o anche sfruttando apposite creme, da massaggiare sugli arti inferiori.

Alcune controindicazioni

Prima di utilizzare qualsiasi tipo di crema o compressa è sempre importante valutare la presenza, nella loro composizione, di sostanze a cu si è allergici. Per quanto riguarda l’estratto di foglie di ginkgo biloba si deve tenere conto del fatto che le sostanze in esso contenute possono dare fotosensibilizzazione, se ne sconsiglia quindi l’utilizzo in estate, o in concomitanza di periodi di elevata esposizione alla luce solare diretta. Se ne sconsiglia l’utilizzo durante la gravidanza e l’allattamento, perché si potrebbero manifestare effetti indesiderati. I pazienti che assumono farmaci antinfiammatori non steroidei, acido acetil salicilico o anche fluidificanti del sangue, antiaggreganti piastrinici o anticoagulanti dovrebbero utilizzare l’estratto di ginkgo biloba solo sotto stretto controllo medico, per evitare interazioni tra i principi attivi della pianta e i farmaci.

Come coltivare un ginkgo

Il ginkgo biloba non è solo una pianta utile e preziosa per i principi attivi contenuti nelle sue foglie, ma pè anche un bellissimo albero ornamentale. Nonostante le sue origini abbastanza esotiche si tratta di un albero che vive senza problemi nel clima italiano, senza soffrire per gli inverni più gelidi o le estati più torride. In commercio si trovano anche alberi di media grandezza, conviene però ricordare che a maturità assumeranno le dimensioni di un albero di media grandezza, con altezza vicine ai 20 metri e una chioma larga almeno 4-6 metri. Se non si ha spazio a sufficienza è conveniente scegliere un altra essenza, oppure è possibile coltivare il ginkgo biloba come bonsai, trattandosi di una delle alberature utilizzate tradizionalmente per questo tipo di coltivazione, anche in Giappone. Gli alberi di ginkgo biloba si trovano bene in un terreno di medio impasto, molto ben drenato, che non sia eccessivamente pesante. Necessitano di essere posti a dimora in pieno sole; se coltivati in vaso prediligono la mezz’ombra, in quanto la luce solare diretta potrebbe essiccare troppo rapidamente il pane di terra. Gli esemplari giovani necessitano di essere annaffiati con regolarità in estate, evitando di lasciare il terreno secco per periodi di tempo prolungati. La raccolta delle foglie può avvenire in primavera inoltrata, quando hanno raggiunto le loro dimensioni definitive. Con l’arrivo del freddo il fogliame diviene di colore dorato, per poi cadere, si tratta infatti di un albero a foglie caduche, che rimane totalmente spoglio in inverno. Chi desiderasse coltivare un ginkgo biloba nel suo giardino deve considerare il fatto che gli esemplari femminili producono, in primavera, ampie quantità di frutti non commestibili, che hanno una polpa dall’odore nauseabondo. Conviene quindi scegliere esemplari maschili, che non producono frutti. In Giappone i semi del ginkgo vengono spaccati per ottenerne le saporite noci, molto apprezzate, che ricordano i pistacchi del Mediterraneo.

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